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Heroes - Tim Kring (serie tv)

Titolo: Heroes (Heroes).
Genere: serie tv, fantastico.
Regista: Tim Kring.
Attori: Ali Larter, Hayden Panettiere, Adrian Pasdar, Milo Ventimiglia, Masi Oka, Santiago Cabrera, Leonard Roberts, Sendhil Ramamurthy, Jack Coleman, Zachary Quinto, Noah Gray-Cabey, Greg Grunberg, Malcolm McDowell, Kristen Bell.
Anno: 2006-in corso.
Voto: 7.


Dopo diverso tempo, torno a recensire una serie tv, di cui peraltro non ho visionato tutte le puntate, fermandomi per ora alle prime 23, ossia alla prima serie.
Parlo tra l’altro non di una serie qualunque, ma di un fenomeno televisivo diventato culto nel giro di pochissimo tempo, e praticamente in tutto il mondo: Heroes.

La serie ha cominciato le danze nel 2006, registrando poi il record di share negli Usa per la medesima fascia.

Sostanzialmente, il genere si situa tra il fantastico e il drammatico, con la gran parte dei protagonisti che, fedelmente al titolo del prodotto, è dotata di superpoteri.

E tali “superdotati” non sono pochi, ma molti, sospettati di essere una sorta di evoluzione genetica del genere umano, secondo il noto principio della sopravvivenza del più forte.
Tale, perlomeno, è la tesi del professor Chandra Suresh, il cui figlio Mohinder, anch’egli genetista, è uno dei protagonisti della storia.

I protagonisti sono però tanti, dal simpatico Hiro Nakamura (distorce lo spazio e il tempo) al politico Peter Petrelli (può volare), dalla cheerleader Claire Bennet (può risanare il proprio corpo) alla spogliarellista online Niki Sanders (diventa fortissima secondo una doppia personalità), da Micah Sanders (ripara le cose rotte) a Matt Parkman (legge nel pensiero).

Per finire con i due big: Sylar-Gabriel Gray e Nathan Petrelli, che hanno il potere speciale di acquisire i poteri altrui.
La differenza, non da poco, è che il primo lo fa uccidendoli, mentre il secondo con la vicinanza e la condivisione.

La serie si apre secondo storie e filoni separati (in cinematografia si parla di “film corali”), che tuttavia non tarderanno a intrecciarsi in modi vivaci e spesso sorprendenti.

La serie, peraltro, i mantiene interessante per tutti gli episodi, coinvolgendo lo spettatore, sinceramente incuriosito.
In tal senso, non è difficile spiegarsi il successo planetario.

Tuttavia, non sono tutte rose e fiori.
L’incipit, per esempio, è un poco debole, e non avrei né cominciato né continuato la visione se un amico non mi avesse prestato il dvd con tutti i suddetti 23 episodi.

Anche il finale è debole, e, nella confusione generale di un frenetico intersecarsi di personaggi e situazioni, non convince (magari non leggete oltre se dovete vedere ancora la prima serie), sia dal lato del cattivo (ha la vittoria a portata di mano e si distrae sul più bello?) sia da quello dei buoni (hanno sconfitto il cattivo e non ne approfittano per eliminarlo pur essendo ko… col risultato che lui fugge di nascosto?).

Inoltre, nonostante il casting globalmente parlando risulti efficace, non è indimenticabile, come sarebbe potuto forse essere, e come è stato per altre serie (sia di genere simile, come per esempio Lost o X-Files, sia di genere differente, come Friends).

In definitiva, a mio avviso Heroes è una serie televisiva che merita la sua visione e che propone buon intrattenimento e spunti interessanti, ma che viceversa non merita in pieno l'entusiasmo suscitato (secondo me, Lost le dà parecchie lunghezze di distacco).

In futuro, peraltro, similmente a quanto ho fatto per anime e manga, recensirò anche serie tv di cui ho visto pochi o anche un solo episodo, non giudicandole degne di prosieguo: difatti, un consiglio negativo spesso vale più di un voto positivo, visto che ci permette di risparmiare molto tempo. :)

Fosco Del Nero

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Bagliori nel buio - Robert Lieberman (film fantascienza)

Titolo: Bagliori nel buio (Fire in the sky).
Genere: drammatico, fantastico, fantascienza, horror.
Regista: Robert Lieberman
Attori: D.b. Sweeney, Craig Sheffer, Robert Patrick, Peter Berg, Henry Thomas, James Garner, Wayne Grace, Georgia Emelin, Kathleen Wilhoite, Scott Macdonald.
Anno: 1993.
Voto: 7.


Mi ero segnato il titolo di questo film in quanto lo avevo trovato consigliato in un sito internet, segnalato come un eccellente esempio del suo genere (ossia tra fantascienza e horror).

Probabilmente, però, non lo avrei guardato se mi avessero detto che si trattava di un film su ufo e rapimenti alieni (“abduction”, in inglese).
E non perché non trovi interessante l’argomento (lo è molto), quanto perché si tratta di un sottogenere stra-abusato, e spesso con prodotti finali meno che mediocri.

Tuttavia, ho dovuto riconoscere alla fine che Bagliori nel buio, diretto da Robert Lieberman nel 1993, è proprio un bel film.

Non un film recente, dunque, ma un film che vale senz’altro la pena vedere, specialmente se si è appassionati di fantascienza o di ufologia.

Peraltro, il film è ispirato a una storia vera, che ha fatto molto scalpore data la quantità di indizi e prove a sostegno dei fatti descritti.

Ed ecco la storia: nel settembre del 1975 cinque taglialegna dell’Arizona si recano come sempre a lavoro col loro camioncino.
A differenza del solito, tuttavia, stavolta scorgono delle fortissime luci tra gli alberi e, una volta giunti in prossimità di ciò che emanava tali luci, scoprono che si tratta di una navicella sospesa una ventina di metri sopra una radura.

Travis Walton, incuriosito e noncurante degli avvisi dei compagni, scende dal furgoncino e si porta sotto il disco volante, il quale, a sua volta, emette un raggio che lo fa crollare a terra.

Gli altri taglialegna, a questo punto, scappano terrorizzati, per poi tornare indietro dopo alcuni minuti, preoccupati per l’amico.
Tuttavia, nella radura non trovano niente di niente: né Travis, né la navicella, né alcuna prova di quanto successo.

Nei giorni seguenti, la scomparsa del ragazzo crea molto scompiglio in paese, tanto che la gente si divide su quanto pensa sia accaduto, coi cinque che finiscono per essere sospettati di omicidio… finché…

Come detto, dietro c’è una storia vera, con tanto di macchina della verità, ipnosi regressiva, numerosi testimoni oculari e indagini ufficiali.

Quanto al film, tutto è riprodotto con abilità, e il film stesso scorre liscio, appassionante e coinvolgente, per tutta la sua durata.
La sceneggiatura non è eccezionale (visto che le storie di contatti con alieni e ufo sono centinaia di migliaia e dunque è anche difficile essere particolarmente innovativi), ma la realizzazione tecnica è certamente positiva, col giudizio finale sul film che è anch'esso positivo.

Fosco Del Nero

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