Fringe - J.J. Abrams (serie tv)

Titolo: Fringe (Fringe).
Genere: commedia, mistero, fantascienza, giallo.
Produttore: J.J. Abrams, Alex Kurtzman, Roberto Orci.
Attori: Anna Torv, John Noble, Joshua Jackson, Lance Reddick, Blair Brown, Mark Valley, Kirk Acevedo.
Anno: 2008-in corso.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.


Dopo essermi dedicato completamente ai film, torno a recensire una serie televisiva, che peraltro è tuttora in corso: mi riferisco a Fringe, ideata da J.J. Abrams, Alex Kurtzman, Roberto Orci e giunta alla sua quarta stagione.
 Preciso di non aver visto tutto quanto finora prodotto, ma “solamente” le prime due stagioni.

Primo punto: J.J. Abrams è un nome che mi è già noto, trattandosi del produttore delle serie Alias e soprattutto Lost, serie tv record di ascolti in quasi tutto il mondo.
Anche questa serie strizza l’occhio al fantastico-surreale, tanto da potersi riferire a predecessori illustri quali X-Files e Ai confini della realtà.
Finora sono stati girati quasi 90 episodi, suddivisi in quattro stagioni, anche se gli ascolti calanti fanno dubitare di un suo proseguo.

Come detto, la mia valutazione si riferisce alle prime due stagioni, quelle che finora ho visto.
Dico subito che l’intento originario era vederne solo l’episodio di apertura… ma poi la storia mi ha preso e sono andato avanti.

L’inizio è abbastanza soft, con le indagini dell’agente dell'FBI Olivia Dunham (Anna Torv) che la conducono al dottor Walter Bishop (John Noble) e a suo figlio Peter Bishop (Joshua Jackson, ossia Pacey di Dawson’s creek) e che le consentono di risolvere i primi casi.

Man mano che la serie avanza, tuttavia, il tutto si sposta da una dimensione d’indagine scientifica a eventi sempre più misteriosi e anomali, fino a sfociare nella fantascienza pura, con tanto di dimensioni parallele, mutazioni genetiche, telepatia, etc.

Se i protagonisti investigativi sono Olivia Dunham e Peter Bishop, il vero centro della storia è tuttavia lo smemorato e bislacco Walter Bishop, personaggio a dir poco multisfaccettato… assolutamente più di quanto si sarebbe mai detto.

Le vicende seguono le indagini della divisione Fringe dell’FBI, presso cui lavora Olivia e che, da Boston, lavora ai casi misteriosi, da scienza di confine, di tutti gli Stati Uniti (in questo siamo non molto lontani da X-Files, ma con in mezzo meno alieni e più dimensioni).

Alla serie, comunque, non manca una certa vena umoristica, che anzi la pervade in buona parte, soprattutto grazie ai personaggi di Walter e Peter Bishop e alla loro insolita relazione padre-figlio.

Se Fringe ha saputo coinvolgermi nonostante le intenzioni fossero di visionare solo il primo episodio, evidentemente la serie può vantare una certa qualità, e anzi arriva a ottimi livelli di coinvolgimento, grazie a una trama piuttosto fitta (ma non tanto quanto Lost!).

Un’ultima annotazione: come spesso accade, in lingua originale cambia se non tutto, almeno molto: nello specifico, il personaggio di Walter, che in italiano pare bizzarro e ingenuo, ascoltato in inglese assume contorni quasi inquietanti, tanto che, ancora una volta, viene da chiedersi perché traduttori e doppiatori italiani decidano di cambiare stile e impronta al lavoro originale.

 Fosco Del Nero

Titolo: Spiderwick - Le cronache (The Spiderwick chronicles).
Genere: fantasy, commedia.
Regista: Mark Waters.
Attori: Freddie Highmore, Mary-Louise Parker, Nick Nolte, Joan Plowright, David Strathairn, Seth Rogen, Martin Short, Sarah Bolger, Andrew McCarthy.
Anno: 2008.
Voto: 5.
Dove lo trovi: qui.


Spiderwick - Le cronache comincia bene, con un inizio efficace e coinvolgente, merito anche della grande cura dedicata agli effetti speciali e alla fotografia, molto ben fatti.
Tuttavia, il modo ficcante con cui era iniziato lascia presto il posto a una trama poco originale e in svariati momenti stentata, se non quando ridicola.

Ma andiamo con ordine: la regia è quella di Mark Waters (già visto in alcune commedie fresche e vivaci come Quel pazzo venerdì e Mean girls, oltre che in altre produzioni di minor successo), mentre davanti alla macchina da presa vi sono solo due nomi noti: il primo è la giovane promessa Freddie Highmore (visto in Neverland - Un sogno per la vita, La fabbrica di cioccolato, Arthur e il popolo dei Minimei), mentre il secondo, che tuttavia si intravede appena anche perché interpreta un personaggio fantastico che evolve presto in animazione, è Nick Nolte (recensito di recente in Peaceful warrior).

Curiosamente, uno dei film che Spiderwick ricorda maggiormente è proprio Arthur e il popolo dei Minimei, anch’esso a metà via tra recitazione e animazione.

Scopriamone dunque la trama: i gemelli Jared e Simon e la sorella maggiore Mallory sono costretti loro malgrado a lasciare New York e a seguire la madre nella più vonceniente villa di campagna della stramba zia Lucinda, in passato al centro di strani eventi e strane dichiarazioni. La casa è ugualmente strana, a cominciare dalle tantissime forniture di miele e succo di pomodoro.

Che non saranno le cose più bizzarre che i quattro, a cominciare dal curioso Jared, vedranno, visto che la casa è letteralmente circondata dai goblin, il cui capo, Mulgarath, progetta di conquistare il mondo dopo aver rubato la Guida pratica di Arthur Spiderwick al mondo fantastico che vi circonda, libro scritto circa settanta anni prima dal pro-pro zio dei ragazzi, al tempo sparito nel nulla.

Abbiamo dunque un libro magico che apre le danze, un po’ come in La storia infinita e Jumanji, e dei piccoli esserini che vivono dentro e intorno alla casa di famiglia, come in Arthur e il popolo dei Minimei e nel recentissimo Arrietty.

Abbiamo inoltre delle recitazioni spesso non convincenti (a partire dalle scene in cui Freddie Highmore, che interpreta entrambi i gemelli, guarda nel vuoto anziché negli occhi del presunto gemello), una trama zoppicante (comprese le solite decisioni insensate dei protagonisti, tipiche dei film mediocri), nonché un finale ugualmente poco convincente (il cattivo che sembrava invincibile e che si era finalmente impossesssato del libro tanto agognato si fa fregare in modo a dir poco tonto).

Cosa rimane di buono?

L’incipit del film, come detto, nonché la fotografia, col film intero che spesso è una gioia per gli occhi.

Considerando tutto quando, il film è consigliabile ai bambini o agli adulti alla ricerca di un film fantasy-avventuroso in stile commedia.

Un ultimo appunto: Spiderwick - Le cronache ha ottenuto discreti incassi nei cinema, ma non troppo consenso da parte della critica.

Fosco Del Nero

Titolo: I pirati dei Caraibi - 1- La maledizione della prima luna (Pirates of the Caribbean: the curse of the black pearl).
Genere: fantastico, commedia.
Regista: Gore Verbinski.
Attori: Johnny Depp, Orlando Bloom, Keira Knightley, Geoffrey Rush, Jack Davenport, Jonathan Pryce, Lee Arenberg, Giles New.
Anno: 2003.
Voto: 8.
Dove lo trovi: qui.


I pirati dei Caraibi - La maledizione della prima luna è un film che non ha certamente bisogno di presentazioni, visto il larghissimo successo di pubblico, l’incetta di premi e nomination tra i più prestigiosi (Oscar, Mtv Movie Award, Golden Globe, Bafta, Satellite Award, etc) nonché i tre seguiti che ha generato (La maledizione del forziere fantasma, Ai confini del mondo e il più recente Oltre il confine del mare).

Anche secondo e terzo episodio sono stati affidati a Gore Verbinski, regista de La maledizione della prima luna così come di altri film di successo, come The ring o Rango, curiosamente assai diversi tra di loro (fantasy avventuroso, horror e animazione).

Il quarto, invece, è stato assegnato a Rob Marshall, ex coreografo e regista dei film-musical Chicaco e Nine, oltre che dell’evocativo e orientaleggiante Memorie di una geisha.

Ma torniamo a I pirati dei Caraibi - La maledizione della prima luna, andando subito alla trama: Will Turner ed Elizabeth Swann (rispettivamente Orlando Bloom e Keira Knightley) sono due giovani abitanti di Port Royal, benché di condizioni sociali molto differenti: lui è un umile fabbro giunto in città da bambino su un relitto scampato a un naufragio; lei è la figlia del governatore Weatherby Swann, ed era presente al momento del salvataggio di Will.

Da grandi, i due provano ancora una forte simpatia l’uno per l’altra, anche se la differenza di classe li ha finora tenuti lontani. Ad avvicinarli, anche se involontariamente, ci penserà il capitano Jack Sparrow (Johnny Depp), pirata ricercatissimo dalla marina inglese… nonché da Hector Barbossa, un capitano pirata persino più strano di Jack…
A complicare le cose, anche la figura del commodoro James Norrington, che aspira alla mano di Elizabeth e che si troverà ad agire sia contro Jack che contro Will, per quanto per motivi differenti.

La prima volta non si scorda mai, dice il proverbio, ed è proprio il caso de La maledizione della prima luna, film che ha lanciato la figura di Jack Sparrow, interpretato da un eccellente Johnny Depp (così spettacolare forse sole in Edward mani di forbice e Il mistero di Sleepy Hollow), ottimamente accompagnato da Orlando Bloom (che per chi non lo sapesse è Legolas de Il Signore degli anelli) e dalla bella Keira Knightley.

In un mix di commedia, avventura, sentimenti, scene orrorifiche, nonché di citazioni da Salgari, dai film Capitan blood (1936) e Il corsaro dell'isola verde (1952), nonché dallo storico videogioco The secret of Monkey Island (1990), I pirati dei Caraibi - La maledizione della prima luna ha letteralmente ricreato un nuovo genere, facendolo a suo modo, senza scimmiottare nessuno e anzi fissando nell’immaginario collettivo l’indimenticabile personaggio di Jack Sparrow, nonché le avventure della Perla Nera e dei suoi bizzarri ospiti.

Film da vedere e rivedere.

Fosco Del Nero